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Alessio Garavello: puro Rock dall’oltremanica

Alessio Garavello: puro Rock dall’oltremanica

Abbiamo avuto il grandissimo piace di intervistare una delle voci più importanti del panorama rock internazionale, esportatore del made in Italy a Londra nonché frontman degli A New Tomorrow, vocal coach di Marcus Hudson dei Dragonforce, e produttore/direttore nei Rogue Studios.

Naturalmente stiamo parlando di Alessio Garavello, classe 1981 originario di Legnago, in Italia l’abbiamo visto e apprezzato con gli Arthemis e i Power Quest e siamo entusiasti che abbia accettato di raccontarsi per School of Art.

 

  • L’industria del music business italiano soffre sempre di più il confronto con le realtà straniere, spesso meglio organizzate e più vicine alle esigenze del musicista. Perché hai scelto proprio Londra?

La mia esperienza come musicista inizia in Italia, a Verona a fianco al mio eterno fratello Andrea Martongelli negli Arthemis. Abbiamo iniziato dal nulla in una sala prove in mezzo alla campagna, abbiamo inciso il nostro primo album e son stato chiamato nel 2002 a far parte dei Power Quest, band inglese con i quali sono stato per parecchi anni. Da lì ho iniziato a passare sempre più tempo qui in Inghilterra ed iniziato a conoscere la terra e la mentalità. Mi sono innamorato di Londra, delle possibilita che offre, della voglia di mettersi in gioco ed ovviamente del suo lato musicale, la scena.

È stata per me una scelta assolutamente naturale ed era chiaro da molto anni prima di spostarsi qui che sarebbe stata la mia strada.

Quindi mi sono iscritto ad un College a Londra (Alchemea College) e sono partito con Andrea Lonardi con il quale abbiamo fondato la nostra band attuale, A New Tomorrow.

  • Negli ultimi due anni ti abbiamo visto impegnato in tour con gli A New Tomorrow in Italia, Inghilterra e Ucraina. In che cosa differisce l’attività live all’estero?
Alessio Garavello con gli "A New Tomorrow"

Alessio Garavello con gli “A New Tomorrow”

La cosa che credo sia la più facilmente visibile è la voglia di ascoltare ed apprezzare musica senza tanti pregiudizi. Dai miei primi concerti in Inghilterra nel 2003 è stato subito chiaro che qualcosa fosse differente nel modo di ascoltare musica ai concerti. Credo che la storia del rock che ha visto la sua nascita e crescita in Inghilterra abbia per forza definito un modo particolare di approcciarsi alla musica dal vivo ed ai musicisti in generale.

Sembra ci sia molto più rispetto per essa e per chi lavora nel campo.

L’Est Europa si è invece dimostrata una esplosione di energia ed amore verso il Rock che abbiamo proposto con gli A New Tomorrow in quei paesi. Continuiamo a ricevere emails e messaggi da fans che vorrebbero averci di nuovo la’. Pensa che l’ultima volta che siamo andati era per un festival lo scorso luglio nella capitale dell’Ucraina (Atlas Weekend a Kiev) ed avevamo fans che ci aspettavano all’aereoporto. Out of this world!

  • Oltre all’attività live, hai intrapreso degli studi di audio engineering presso l’Alchemea College e hai aperto i Rogue Studios dove sei impegnato nei panni di produttore. Queste esperienze ti hanno aiutato ad essere un musicista migliore? In che modo?

Assolutamente. Ho studiato molto tra College e nel mio tempo personale e… più si studia più si capisce di essere ignoranti. Non c’è mai una fine alla conoscenza ed è da sempre che ricerco e studio qualsiasi cosa mi appassioni. Credo che l’Alessio come musicista si sia indubbiamente arricchito. Sono a contatto tutti i giorni con musica proveniente da tutte le parte del mondo e da situazioni molto diverse. Ad esempio ho prodotto e registrato moltissimo Rap inglese underground ed iniziato a comprendere un po’ la sua scena.

La passione è il motore che muove ogni genere musicale.

Credo che conoscenza sia potere e nel senso musicale l’esserci immersi a 360 gradi aiuta molto a capire con chi si suoni e come si possa migliorare il singolo ed il gruppo.

Rougue Studios control room

Rougue Studios control room

  • Produrre musica all’estero è diverso da produrre in Italia? Quali sono le agevolazioni sulle quali puoi contare a Londra?

Non facevo produzioni musicali in Italia, però posso dirti che le strutture che ho trovato qui, a partire dai miei primi passi allo stesso Alchemea College, sono super all’avanguardia. Il nostro studio, nato dal connubio tra me ed Andrea Lonardi, è per dirti all’interno di un hub musicale gigantesco chiamato Music Bank. E’ praticamente il paradiso per ogni musicista/fonico/appassionato perche’ oltre a vedere artisti come Bruno Mars e Stevie Wonder fare le prove nel building c’è una selezione infinita di attrezzatura e strumenti che possiamo usare nelle sessioni. Ci saranno circa 150/200 amplifiatori per chitarra diversi e circa 75 batterie diverse.
A livello statale inoltre la situazione è alquanto semplificata ed aprire un proprio business è facilissimo.

  • La fruizione di musica è cambiata nel corso degli anni, dai vinili ai CD a Spotify, come pure l’affluenza e la partecipazione nei live pub. In che modo il mercato musicale inglese è diverso da quello italiano?

Guarda, la situazione credo sia cambiata a livello mondiale e le vendite fisiche dei supporti musicali sono diminuite di molto. Basti pensare che i traguardi per i dischi d’oro, d’argento e di platino sono stati ritoccati al ribasso in vari paesi. Ti posso dire che l’Inghilterra vede come una delle voci principali riguardanti l’export del paese proprio la musica ed il business dell’entertainment. Questo credo renda l’idea di come l’Inghilterra veda ancora adesso molte band “esportate” in giro per il mondo in tutti gli stili musicali, compreso il Rock ed il Metal. Questo non vuol dire che sia una passeggiata nel parco muoversi nella scena e nel mercato, ma che ci sia ancora un onesto interesse e una possibilità nel trovare una propria carriera nella musica originale.

Io credo comunque che ogni persona abbia la possibilità di farsi riconoscere in questo mondo se ha qualcosa da dire, una voglia infinita di “fare” e “provarci” ed un pizzico di fortuna a prescindere da dove viva.

  • Nel tempo sei diventato un vocal coach di un certo prestigio seguendo, tra gli altri, Marcus Hudson, frontman dei Dragonforce. Raccontaci quest’esperienza.

Conosco Sam e Herman dal 2002, abbiamo iniziato assieme a suonare qui a Londra quando sono entrato nel Power Quest e Sam è un amico dai primi giorni della mia carriera musicale. Quando ZP si era separato dalla band hanno trovato Marc, un ragazzo di Oxford con una gran voce e grande potenziale e Sam mi ha chiamato per chiedermi se avessi voluto fare da coach a Marc per prepararlo al nuovo disco e tour. Pensa che I primi concerti che ha dovuto cantare erano di supporto agli Iron Maiden all’O2 Arena qui a Londra.

Quindi ci abbiamo dato dentro con lezioni settimanali e grande lavoro da parte sua. È ora un grande cantante conosciuto nel mondo ed un grande amico!

  • Dal motto “droga sesso e rock’n’roll” ai social, pensi che il rock sia solo legato alla nostalgia degli amanti del genere o può ancora avere un ruolo da protagonista

Guarda.. Se pensi che l’ultimo album dei Metallica è stato numero uno in classifica in 57 paesi.. Beh, posso dirti che il rock ha ancora molto da dire. Questo è ovviamente il mio parere, però c’è molto interesse ed i concerti son sempre pieni! È persino difficile trovare biglietti a concerti rock e Metal, il che è un ottimo segnale di salutare evoluzione.

  • Che consigli ti sentiresti di dare ad una giovane rock band a caccia di fama e successo?

Credo che consiglierei di suonare quello che viene dal cuore, curare il proprio orecchio musicale, essere obiettivi ed il più possibile meticolosi sulle proprie composizioni. La qualità delle canzoni che una band scrive è sempre l’unico e solo fattore importante per me.

Cerchiamo di trattare la musica per quello che è… Un’arte.

  • Ad un giovane che volesse trasferirsi all’estero per fare della musica la propria professione, cosa consigli di mettere in “valigia”?

Direi di mettere nella valigia pazienza, voglia di mettersi in gioco giorno dopo giorno, sete di conoscenza e positivita’.

Never let people who abandon their dreams discourage you from your own.

(Non lasciare mai che le persone che abbandonano i propri sogni ti scoraggino dall’inseguire il tuo)

  • Fatti una domanda alla quale ti pacerebbe rispondere..

Azz, questa è difficile! 😉
Direi un classico, ma che a me piace sempre leggere.
Ecco la mia top 5 degli album che piu’ mi hanno influenzato musicalmente e/o come cantante.

  1. Metallica – Metallica
  2. Burning Japan Live – Glenn Hughes
  3. Travelling Without Moving – Jamiroquai
  4. Far Beyond Driven – Pantera
  5. Burn – Deep Purple

Grazie mille per l’intervista Michele, e auguro a tutti gli studenti una fantastica carriera in questo fantastico viaggio che è la musica!

 

Ti ringraziamo infinitamente per la tua grande disponibilità e per averci dato la possibilità di raccontare la tua storia, sicuri del fatto che la tua esperienza potrà essere di stimolo a tutti i musicisti, giovani e non, a dimostrazione del fatto che la musica non è solo una questione di note e competenze, ma anche e soprattutto di mentalità.