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La storia del Grunge – Musica, cultura, società

La storia del Grunge – Musica, cultura, società

Il seguente elaborato è stato redatto da Azaele Moro, studente del primo anno del percorso BTEC (unit 19 – music and society) proposto da School of Art, Scuola di Musica a Verona.

LA STORIA DELLA MUSICA GRUNGE

Con il termine “Grunge” (anche noto come “Seattle Sound”) si indica un movimento musicale e culturale che va dalla seconda metà degli anni ‘80 fino alla prima metà dei ’90, fortemente localizzato nello stato di Washington, prevalentemente a Seattle.

Contestualizzazione:

Il fenomeno affondò le proprie radici nella società americana afflitta da povertà, disoccupazione e droga. Negli anni ’80 vi era la cosiddetta “Generazione X, una generazione ormai cresciuta in un mondo ossessionato da valori quali: pace, spiritualità, ambientalismo, ottimismo, ritorno ai valori tradizionali. Politicamente invece la situazione vedeva come presidente degli Stati Uniti d’America l’ex attore Ronald Reagan, il quale portò un cambiamento di costume e una rivoluzione a livello sociale. Scomparsi gli hippie degli anni ’60 e ’70 presero piede nuove figure sociali quali gli yuppie ovvero giovani professionisti urbani (Young Urban Professional), che cercavano realizzazione all’interno di una comunità economica capitalista. La società di allora si presentava colma di benessere e successo, dove la ricchezza era ormai parte della cultura popolare grazie a personaggi quali lo stesso Ronald Reagan e Donald Trump, a telefilm quali Dallas e Dynasty e a film come “Wall Street”.

É necessario inoltre sottolineare che contemporaneamente nella società del tempo le droghe pesanti, soprattutto l’eroina, si diffusero a macchia d’olio. La causa principale fu fondamentalmente l’ormai insuccesso del mercato della marijuana, motivo per cui il cartello della droga messicano concentrò le proprie attenzioni su nuove droghe, eroina in primis.

Per quanto riguarda invece la scena “rock” di fine anni ’80 il genere in voga era il cosidetto “Hair Metal”, definibile come un’evoluzione dell’Heavy Metal e del Glam Rock, nel quale le band (quali Mötley Crüe, Van Halen, Poison, Ratt…) curavano molto l’aspetto visivo caratterizzato da look appariscenti ostentando perciò acconciature e abbigliamenti vistosi. Tuttavia il genere non ebbe lunga vita principalmente perchè i testi delle canzoni trattavano temi spensierati tra cui divertimento, donne e droghe, tematiche che sicuramente non venivano più condivise e che non suscitavano interesse, inoltre la stessa musica era ormai considerata troppo raffinata ed elaborata per essere apprezzata da una generazione che voleva evadere dalla “prigione” che era la società.

Improvvisamente tale generazione “illusa” si trovò faccia a faccia con un futuro incerto e differente da ciò che la televisione e l’intera società faceva credere, perciò valori ostentati quali ricchezza, benessere e successo diventarono un’irraggiungibile utopia, ne conseguirono così cinismo, nichilismo, distacco, scetticismo e pessimismo.

Genesi della Musica Grunge:

Nel 1983 si formarono i Melvins, band di Aberdeen (nello stato di Washington) dal suono pesante che richiamava sonorità heavy unite a percussività thrash, considerata il più diretto genitore del Grunge. Ad alimentare la fiamma furono poi i Green River, band formatasi poco dopo a Seattle il cui sound viene definito “proto-Grunge”, gettando le basi di un genere che negli anni successivi vedrà il successo planetario, inoltre il termine “Grunge” fu proprio inventato dal cantante della band Mark Arm, per definire il suo genere, letteralmente “sporco”. Successivamente si verranno a creare nuove band di fondamentale importanza quali Soundgarden, Mother Love Bone e Mudhoney (dalle ceneri dei Green River), Nirvana, Alice in Chains e Pearl Jam (una volta sciolti i Mother Love Bone).

Tutte le band sopracitate erano accomunate dal luogo di provenienza, infatti si formarono tutte all’interno dello stato del Washington, nei dintorni di Seattle, e fu proprio in questo periodo che si diffuse la parola “Grunge”, termine che ben presto etichettò il sound (sebbene erroneamente in quanto ogni band risaltava differenti ispirazioni) e la nuova scena che spopolò solo pochi anni dopo. Il sound iniziale di queste band era di stampo “underground”, nella sonorità delle prime registrazioni del genere è percepibile l’ambiente in cui generalmente le band suonavano, ovvero in garage e/o stanze chiuse, ma ciò che forse accomunava maggiormente tutti i gruppi musicali della zona fu la forma delle canzoni in cui vi erano alternanze di toni potenti e lievi e una distinzione netta tra strofe cantate con voce “sofferente” che poi sfociavano in ritornelli urlati in cui risaltava la rabbia della generazione. Nonostante le evidenti differenze tra le band, un altro fattore in comune era il rifiuto di utilizzare sintetizzatori (allora spesso presenti nei brani di successo) ed effetti per gli strumenti che andavano tanto di moda, suonando perciò in maniera più “superficiale” e priva di particolari tecnicismi in segno di protesta nei confronti della politica e cultura di quegli anni.

La musica di questa corrente ancora in fase embrionale, aveva caratteristiche che non avrebbero certo fatto pensare a un possibile successo in quanto presentava principalmente sonorità pesanti dalle palesi influenze Heavy Metal e Punk, suonato con aggressività e utilizzando per le chitarre distorsioni molto grezze. Le voci rappresentavano al meglio lo stato d’animo della generazione, soprattutto mediante i testi basati principalmente su temi pesanti quali depressione, pessimismo, nichilismo, apatia, esclusione sociale fino ad arrivare a una sorta di “pulsione suicida”, ponendo fine all’espressione di tematiche ormai reputate false e incoerenti quali erano quelle dell’Hair Metal.

Diffusione del Grunge:

Nel 1979 Bruce Pavitt avviò la sua fanzine (termine inglese che fonde la parola “fan” con “magazine”, traducibile come “rivista amatoriale”) chiamata Subterranean Pop, con il mero scopo di far emergere le band underground meritevoli degli Stati Uniti d’America nord-occidentali. Nella rivista vennero elencate e pubblicate liste di band locali apprezzate dallo stesso Pavitt e alcune musicassette contenenti canzoni delle stesse band, furono queste le premesse per poi sviluppare ulteriormente il suo interesse legato all’industria musicale.

Nel 1986 Pavitt insieme all’amico Jonathan Poneman fondò la Sub Pop Records, casa discografica indipendente di Seattle nata proprio con l’intento di sponsorizzare e pubblicare più attivamente la musica underground della zona. Essa ingaggiò alcune band emergenti del genere tra cui Green River, Mudhoney, Soundgarden e Nirvana. Fu la casa discografica che diede lo slancio al Grunge, infatti inizialmente riuscì in parte nel suo intento pubblicando il primo LP firmato Sub Pop, ovvero la compilation “Sub Pop 100”, contenente brani delle band più note a livello locale. Solamente dopo aver assistito al buon successo locale della prima compilation, ne venne pubblicata una successiva, la “Sub Pop 200”. Inoltre questa fu l’etichetta discografica con cui i Nirvana pubblicarono il loro album di esordio “Bleach”, muovendo i primi passi per diventare i pionieri della scena.

Di rilevante importanza fu anche la collaborazione della Sub Pop con il produttore Jack Endino, il quale era noto per la sua rapidità nel produrre dischi, richiedendo però bassi costi. Operò principalmente utilizzando un registratore a bobina a otto tracce, il quale permetteva alla musica di risultare più grezza e poco rifinita in contrasto con quella “raffazzonata” dell’’epoca. I prodotti che ne uscirono, definirono il sound del genere che lentamente acquisì un’identità.

Nel 1988 l’etichetta discografica avviò un progetto chiamato “Singles Club” nel quale i membri facenti parte ricevevano un singolo ogni mese in cambio di una quota di sottoscrizione, fu di fatto con queste modalità che i Nirvana cominciarono ad ottenere man mano una fama sempre più crescente.

Grazie a queste premesse la casa discografica ebbe un buon successo locale, successo che però la stessa Sub Pop volle alimentare il più possibile estendendo la propria fama anche fuori dallo stato del Washington. Di conseguenza nel 1989 venne invitata la giornalista della rivista britannica “Melody Maker, Everett True, la quale realizzò un reportage sulla scena in via di sviluppo, permettendo così al fenomeno di diffondersi internazionalmente.

Successo del Grunge:

Nel 1990 il “Seattle Sound” era già discretamente noto, ma solo nell’anno seguente il successo divenne planetario. Fu proprio nel 1991 che i Pearl Jam pubblicarono il loro album di debutto “Ten” il quale riscontrò un ottimo successo, i Soundgarden pubblicarono invece “Badmotorfinger”, ma il più incisivo sicuramente fu il disco dei Nirvana “Nevermind”, album che verrà reputato successivamente icona dell’intera scena. La sua copertina rappresenta la società di allora in quanto ritrae una banconota, la quale rappresenterebbe la comunità economica capitalista che vorrebbe attirare e trarre in inganno anche una persona ingenua e inconsapevole quale un bambino innocente.

Un ulteriore fattore di influenza nella popolarità del Grunge fu MTV (Music Television), un canale televisivo statunitense già esistente dal 1981 e noto soprattutto tra i giovani, che trasmetteva video musicali. Il canale trasmise ripetutamente il singolo del nuovo album dei Nirvana “Smells Like Teen Spirit” che ottenne un tale successo da far scalare le classifiche al disco, spodestando addirittura la stella del pop Michael Jackson dalla vetta. L’enorme successo che ebbe quel video convinse MTV a proporre molti più artisti Grunge tra cui le band più influenti.

Le major all’improvviso compresero le potenzialità del Seattle Sound in termini di vendite e riscontro economico, dunque si interessarono esclusivamente ad artisti e band aventi le caratteristiche tipiche del nuovo genere esploso anche al di fuori degli U.S.A., ingaggiando gruppi musicali ad esempio gli australiani Silverchair e i britannici Bush. Non solo gli artisti furono sotto i riflettori delle major tanto è vero che la Sub Pop Records venne acquistata per il 49% dalla celeberrima Warner Bros. Records (ora Warner Music Group).

Seattle divenne indubbiamente la capitale della musica di quegli anni, in un periodo storico dove si assistette alla fine della guerra fredda ma anche all’inizio di molti conflitti internazionali, il mondo si sentì attratto da queste nuove sonorità e soprattutto rappresentato dalle tematiche trattate. Si verificò una disillusione nei confronti di una società reputata una trappola, finalmente l’ascoltatore dell’epoca poteva trovare conforto nei testi che esprimevano parole che altrimenti non sarebbero state pronunciate, condividendo totalmente punti di vista e stati d’animo delle band. Inoltre l’opinione pubblica giudicava positivamente l’enorme successo ottenuto dal nuovo “rock” in quanto riportò negli U.S.A. le attenzioni di tutti gli amanti del genere, che da decenni erano scomparse. Tuttavia è da considerare che il successo del disco “Nevermind” rese il Grunge una moda, diventando ben presto mainstream e catturando di conseguenza anche ascoltatori che seguirono prevalentemente la sua popolarità.

Anche il cinema venne influenzato da questo fenomeno travolgente, infatti uscì il film “Singles” che, ambientato proprio a Seattle, rappresentò i valori dell’epoca. Le immagini con i cameo del leader dei Soundgarden, Chris Cornell, il frontman dei Pearl Jam, Eddie Vedder e Layne Staley leader degli Alice in Chains, sono accompagnate da una colonna sonora prevalentemente grunge, includendo canzoni di Pearl Jam, Soundgarden e Alice in Chains.

Il successo del fenomeno fu un’arma a doppio taglio, soprattutto per le band che erano partite con lo scopo di rimanere underground, facendo passare l’anticonformismo come il conformismo stesso. Si vennero a creare delle mode basate sull’aspetto e abbigliamento delle band (che voleva essere un “anti-moda”) ad esempio l’Heroin chic, look caratterizzato da una pelle pallida, occhiaie, rossetto rosso scuro e più generalmente simulatore dell’aspetto di un dipendente di eroina (da cui il nome). Per quanto concerne invece l’abbigliamento, divenne popolare indossare camicie di flanella a quadri, jeans strappati e scarpe Converse, ispirandosi puramente all’aspetto dei musicisti delle band Grunge.

Da questo momento, molte band si ritennero realizzate e soddisfatte per il successo ottenuto, ma è bene ricordare che altre si sentirono sopraffatte da questo successo che rischiava di rovinare la natura della loro musica. Se il Grunge nacque quasi come una rivoluzione nella quale esprimere il proprio disappunto, ora che la fama raggiunse l’intero pianeta questo spirito rivoluzionario andava a perdersi.

Tra le band rimaste radicate alle origini anche dopo il successo, vi furono i Pearl Jam i quali da sempre sono amati dai fan non solo per il loro sound, ma anche per la loro riluttanza a sottostare alle pratiche comuni dell’industria musicale. Erano infatti inizialmente noti per i loro rifiuti nel girare video musicali e specialmente per il famoso boicottaggio dell’azienda distributrice di biglietti, Ticketmaster. L’azienda infatti con tutto il successo che il Grunge riscontrò, alzò i prezzi dei biglietti contrariando i Pearl Jam che già stabilirono delle linee guida imponendo che il prezzo dei biglietti dovesse essere inferiore ai venti dollari. La band proseguì nella sua battaglia contro i prezzi dei biglietti reputati troppo elevati e ciò influenzò altre band che seguirono il loro esempio. Sebbene i Pearl Jam si opposero duramente, dovettero cedere dopo molteplici tentativi alle tariffe dettate da Ticketmaster in quanto i servizi che forniva facilitavano il reperimento dei biglietti da parte dei fan.

Declino della musica Grunge:

A pochi anni dall’inizio del fenomeno, si intravide già quello che sarebbe stato poi il declino e la fine di questo successo, dovuto principalmente ad alcuni fattori.

Il 1994 fu un anno decisivo per il Grunge, infatti in quell’anno il leader dei Nirvana, Kurt Cobain, divenuto simbolo dell’intera scena, si tolse la vita dopo aver assunto un’ingente dose di eroina, sparandosi con un fucile a pompa nella sua casa a Seattle (nelle foto: il cadavere, la celebre lettera d’addio e gli oggetti ritrovati). Cobain spiega proprio nell’ultima sua lettera le motivazioni del drastico gesto, scrivendo:

“ Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole […] Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo…”

[Kurt Cobain, To Boddah pronounced]

Questa fu una delle maggiori cause del declino, a cui però contriburì il successivo scioglimento dei Soundgarden nel 1997 e la morte nel 2002 del frontman degli Alice in Chains, Layne Staley, morto anch’egli per overdose di eroina.

La droga fu infatti un problema pesante che soprattutto con le morti delle rockstar, dimostrò a tutti i potenziali danni permanenti o addirittura fatali che poteva provocare sulle persone.

Inoltre le band si sentirono spesso più attratte da nuove sonorità invece che da quelle grezze tipiche del Grunge e in poco tempo il cambiamento divenne palese.

Aziende e industrie comunque cercarono di trarne profitto il più possibile prima dell’imminente fine, da quelle di moda e vestiario, a quelle direttamente correlate alla musica. Una fra tutte fu proprio MTV, il canale che diffuse incredibilmente il genere, infatti successivamente alla morte dell’idolo Kurt Cobain, trasmise ripetutamente l’album live postumo dei Nirvana, “MTV Unplugged in New York”, puntando ai fan nostalgici della band da poco sciolta.

Anche le case discografiche tentarono la fortuna ingaggiando nuove band chiaramente ispirate al genere morente, le quali proposero sia sonorità fortemente legate ma al tempo stesso anche caratteristiche considerate più radio-friendly e perciò commerciali. La musica che ne uscì venne etichettata come Post-Grunge, genere che riuscì comunque ebbe un buon riscontro economico ma che al tempo stesso venne molto criticato dai fan del Grunge “originale” che ritenevano fosse contaminato da band (tra cui Creed, Nickelback, Puddle of Mudd, Seether…) create a tavolino con il puro scopo di vendere.

Infine, seppure siano diverse le opinioni su quale sia stata la goccia che fece traboccare il vaso, sicuramente le diverse opinioni si ritrovano affermando che parzialmente tutti i vari fattori sopracitati a partire dal 1994, decretarono la morte della scena musicale forse più colossale degli ultimi anni.