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Propedeutica Musicale

Corsi di musica a Verona e provincia

PROPEDEUTICA MUSICALE

La propedeutica musicale deve essere intesa come un percorso di formazione musicale globale dove le diverse attività (propedeutica musicale, propedeutica strumentale, musica d’insieme) concorrono tutte ad un’unica finalità.

L’obiettivo finale di questo percorso non è professionalizzante, e neppure di preparazione all’esame di ammissione ai corsi pareggiati di strumento (Conservatorio musicale o simili).

La scuola di musica si pone come obiettivo quello di instaurare da subito, tra il giovane musicista e il mondo dei suoni, un rapporto musicale; ci deve essere la possibilità di “giocare” con i suoni – anche se non “belli” – al fine di iniziare fin da subito ad interpretare e a costruire un “senso” intorno alla musica che è in grado di eseguire.

Infine, va ricordata la finalità educativa tesa a sviluppare la maturazione della persona, le sue capacità di autonomia e di responsabilità, le sue capacità di espressione e di comunicazione. Tutte le attività, inoltre, devono favorire un positivo processo di socializzazione.

Corsi di Propedeutica Musicale per bambini a School of Art, scuola di musica a Verona, Soave, San Bonifacio

Alcuni degli strumenti utilizzati durante il corso

Finalità generali e linee metodologiche della propedeutica musicale

L’educazione strumentale è un aspetto fondamentale della formazione musicale di base. Attraverso l’educazione strumentale l’allievo, oltre a tutti gli apprendimenti legati alle tecniche esecutive, sviluppa una serie di capacità che concorrono alla formazione musicale globale, tra cui:

  • la percezione
  • la lettura ritmico-melodica
  • la memorizzazione
  • il senso ritmico
  • la capacità analitica di ascolto
  • le capacità interpretative
  • la pratica strumentale d’insieme

Dunque l’educazione strumentale, soprattutto nei primi anni di studio, non può e non deve essere finalizzata al solo insegnamento dell’impostazione tecnica. Essa è da intendersi invece come un’attività più complessa e completa che si rapporta in tutti i suoi aspetti alle stesse finalità generali e alle medesime metodologie della propedeutica musicale.

L’approccio

Il primo approccio allo strumento sarà innanzitutto di esplorazione delle diverse parti dello strumento e di conoscenza delle sue possibilità sonore. Il modo tecnicamente “corretto” di esecuzione, deve essere inteso, all’inizio, come uno fra i tanti modi possibili di produrre il suono. Ogni proposta musicale sarà curata non solo dal punto di vista tecnico, ma verrà utilizzata come materiale per lo sviluppo di altre capacità: ritmiche, percettive, di esecuzione più approfondita delle dinamiche, di variazioni di agogica, di memorizzazione, d’improvvisazione e di lettura del codice musicale. Questo tipo di approccio abitua a non pensare rigidamente in modo unidirezionale in quanto propone diverse modalità di studio, e permette di mantenere vivo l’interesse nell’allievo.

L’impostazione

Quando si inizia a suonare uno strumento sono tantissime le cose di cui dobbiamo tener conto: una corretta postura, la respirazione, il controllo del suono, il controllo dell’energia muscolare, la coordinazione motoria e la dissociazione delle diverse parti del corpo. Non si può pensare di controllare da subito tutti questi aspetti e tanto meno con dei bambini. Bisogna affrontarli gradualmente all’interno di un’esperienza musicale globale. L’obiettivo del suono o della postura sono una conquista personale, che ognuno può gestire come vuole. Sarà attraverso l’ascolto e il confronto con l’insegnante e i suoi compagni che il bambino potrà cercare il modo più semplice e meno faticoso per raggiungere una corretta impostazione. L’insegnante dovrà accompagnare l’allievo in questa sua ricerca personale, rispettoso e attento dei tempi di maturazione dell’allievo.

La lezione collettiva

La metodologia adottata per l’approccio strumentale dei bambini è quella della lezione collettiva. Questo non solo per favorire le prime esperienze di musica d’insieme, ma anche perché la condivisione di una stessa esperienza può essere motivo di gratificazione e di stimolo per la crescita musicale. Inoltre è attraverso l’ascolto e l’osservazione reciproca che l’allievo può migliorare l’intonazione, la postura, la respirazione e risolvere anche problemi di tecnica strumentale.

Lavorare con un piccolo gruppo di allievi permette all’insegnante di fare alternare i bambini nelle attività e quindi rispettare i tempi di concentrazione e di resistenza dei bambini stessi, che spesso sono di breve durata.